Trattenimento XIII. ift
Tufo di tutto quello che s’incontra nel sondoeh'egli possiede»
E’ben vero, ché colui ch’ègrandearitme-tico, potrà non essere Geometra ; e che que-gli che meglio sa le relazioni e le ragioni mu-tue, delle linee e delle figure, potrà non darsiil vanto né il pregio di essere Machinista; maquando tratteremo della Società dell’ uomoco’suoi simili, voi vedrete, quanto questo ri-partimento é vantaggioso, e come la scienza dicadaUn privato diventa un bene generale.
Del resto il primo fondo di tutti questi talen-ti è realissimamente in ciascuno di noi. Quan-do noi vogliamo diventare Filosofi sistematici,e scrutatori della Natura, non altro caviamda noi che tenebre e difficoltà : ma meccanicie geometri, noi nasciam tutti. Ora quello chenoi tutti siamo , èopportuniffimo ad additar-ci la spezie di sapere , a cui siam tutti chiama-ti : non fa di mestieri, se non d’una occasioneod’una necessità urgente , per isvegliare innoi, e per produrre al di suora il principio d'at-titudine , che altri bisogni teneanvi sopito.Robinson Crusoe , privo d’ogni ajuto nella suainvolontaria solitudine, non sa né rimescola-te , né rimpastare l'argilla, né il metodo dicuocerla. Egli fa molti vani tentativi per im-pedire ora lo scollamento delle mura del suoritiro , ora l'avvallamento degli orli d’unla-veggîo, cui vorrebbe «rondare e rassodare. Sivolta per tutti i versied a forza di avverten-ze e dicamele, diviene vasaio, legnaiuolo,e muratore. Un fanciullo che comincia a con-tare su le dita, ed a cui si promette di là a tren-ta giorni un beli’abito, osi annuncia il ricor-so