I NU-MERI,
* càu-li. .
l.» Figu-ra d'arit-metica .La cifraRoma-na.
r-r La Scienza Usdals
so d’una festa, va a nascondere in un angolouna trentina di faisolini, e ne toglie via unociascun giorno, per sapere dove fi trovi coniasua aspettazione. Egli impara in questo mo-do a sottrare, egualmente che a sommare .Un uomo già maturo, ma che è privo deglisvantaggi d'una buona educazione, troveràbeni/fimo, senza la scienza della moltiplica-zione e della divistone, l’enumerazion del-le cose che lo interessano, rappresentandoselecol mezzo d’altrettante bacchette; o per fa-re una somma totale d'una somma più volteripetuta, o per distribuire una somma in piùparti eguali od ineguali. La necessità non glidà lumi, ma Io sforza a ricorrere ad una indu-stria , eh’ei possedeva senza conoscerla. Ec.cone un altro che porta la meditazione, si-no a formarsi delle regole che lo guidino inaltri casi; ed il quale va schierando nella suafantasia le somme, nelle quali è occupato,affigendo le sue troppo fuggitive idee ad og-getti maneggevoli, quai sono certe * pietruc*ce, o de’pezzetti di terra, ai quali assegnaun nome, e de'valori disserenti, secandolamaniera di collocarli . Da questi calculi , ogettoni , alcuni de’ quali si computano pertante decine, altri fi collocano nel rango del-le centinaia, o dei mille, è venuta la parolacalcolare .
L’uomo facilita e compendia ancor meglioi suoi conti, sostituendo ai calcoli l’ajutodialcune figure o di alcune lettere imperfetta-mente formate. Cosi i Romani per significarel’unità, mostravano un dito, o delineavanola figura I, che lo rappresenta . II, III, lili di-ta