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Tomo nono.
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ÎRATTENISiENtfÓ XIIÎ. 23 t

semplice stilo dritto alzato perpendicolarmen-^®^.,te e sì che abbia il suo apice ali’ altezza e nella ga ■situazione di g, segnerà le ore colla soia om-bra di quest’apiee , portandola da un puntoorario ali’altro su l’equinoziale OS; perchéquesl’ apice è neH’asTe , dove s’ intersecanotutti i circoli orarj, e questi punti di divisionesopra !'equinoziale OS sono ne’piani di cia-scun circolo orario, dove il Sole fi trova . Egliè chiaro, che il Sole posto in un piano orario,il punto g dell’ asse che fa parte di questo pia-no , ed il punto orario ombreggiato , che vicorrisponde nel piano medesimo, sono tutti etre in una esatta opposizione. II punto g na-sconde il Sole al punto orario, e fa come l'alta-leno od il su e già alterno della luce e dell'om-bra

Ma in véce dell’ombra d’un punto, pren-diam l’ombra d’un asse prolungato a discrezio-ne. Noi vi troveremo la precisione comoda à*

Uria linea d’ombra distinta da ogni altra, eduna nuova prova dell’ esattezza delia nostra di--"visione oraria.

L’asse PD Uscendo dal piano òrizontale nelpunto P, è elevato nell’ aria nel piano del me-ridiano, e l’ombra dell’asse fa parte di questopiano in così fatta maniera che lo rappresentaquando il Sole vi è arrivato. Questa fetta d’ombra è dunque come una laminetta mobile,che gira attorno dell’asse rimpetto al Soie, equando il Sole è in un altro cerchio orario, lafetta a zona d'ombra indica il piano del cer-chio, standosene neila parte opposta al Sole*

Per sapere esattamente, dove questa quasi la-mina mobile porterà® in tutti i cali, volgiam

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