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Tomo nono.
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285
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Trattenimento XIII. 285

un mezzo Equatore, un mezzo circolo C 12Spartitelo in 12 porzioni eguali : chiamiamo 'o segniamola prima e l’ultima 6 ; quella delmezzo sarà 12 congruente alla meridiana XII,poi guidate le linee delle altre divisioni pro-lungandole, fintanto che incontrinola lineaOS perpendicolare alla meridiana in XÎI, epassando per lo piede del raggio equinoziale gXII. Se voi concepite l’asse PD come uscirdal muro, e se sollevando il vostro Equatorelineare ne portiate il centro C al punto dell’asse g, voi vedete che la linea OS è E inter-sezione dell’ Equatore sul piano del muro.Tutti i circoli orarj, da quello in fuori di seiore, portano il loro filo ombreggiato, dalì’asse fino ali' intersezione equinoziale OS. Lelinee tirate dalle divisioni dell’ intersezioneOS devono dunque tutte essere condotte alpunto D, dove l’asse pervade il muro. Coatutti i piani òrarj, di cui queste linee sono lèsezioni, una linea tirata per questo punto D,e parallela alla sezione O S , rappresenta Por-lo d’ombra mobile, che girando attorno dell’asse, taglia ad angoli retti la meridiana . Voisentite, eh’ eli’ è la linea di sei ore della matti-na e della sera. Dacché queste linee coa l’assesenza cambiari’angolo di 41 gradi sono por-tate lui muro verticale che guarda il mezzodì,tutto il quadrante è beli’ esatto.

Poiché questo muro presenta i suoi due estre-mi ai vero oriente ed al vero occidente, il So-le a sei ore della sera e della mattina porta ilsuo raggio parallelamente ad elio muro e cadeasilo della sua grossezza. Il quadrante vertica-le e puntualmente meridionale, non può dun-que