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Tomo nono.
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“Îràttèn imento xiil.

tifante che declina. La macchina oraria ajucaLÂÉMO.a vederne la ragione. Quando il piano fa Iron- Mori-te al mezzodì, i regoletti ascendono per PP CA iparallelamente aH’asîe ; e ascendono tanto altoquanto Tasse nel mitro, dove una segnano lineaperpendicolare alla meridiana, e passante perlo centro, eh’ella incontra. Mase il muro siavvicina da una parte ali’aste, e dalP altra sen’allontana verso Toriente, o verso Tocci-denti", i regtìletti che seguono T inclinazio-ne dell’ asse , incontrano il muro accoslan-t£si dalla parte dell’asse, innanzi che essereallungati sino allato del centro. Il regolettointeriore o vicino alT asse, non ascendendo piùtant’alto, è già più corto che esso. Il regolet-to esteriore è ancora più corto. Dunque làlinea condotta obliquamente per questi duepunti fino al centro, farà con T asse e conla meridiana un atìgolo acuto. Questi ango-li che variano come la declinazione, richie-dono altrettanti calcoli, quante nuove de-clinazioni presentanti. L’azione della mac-china oraria è del pari uniforme che quelladella sfera naturale . Sopravenga qual de-clinazione si vuole, i regoletti determinanole differenze da una situazione ali’altra.

La cosa non ha punto di difficoltà, nel qua-drante polare, e pafalleilo ali’ affé. ssa cadutaperpendicolare rìdila Iantina mobile vi dà lameridiana , ed il luogo dello stilo. La distan-za dall’aste sino al piano del quadrante, de-termina Taltezza di questo stilo. La laminagirando quinci e quindi co’regoietti più omeno allungati ne’telai correnti trasversaliT T , indica, dalle sei ore della mattina (ino

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