Il pas-seggiodelleprateriepiù di-lettevo-le d’ti-gni al-tro pas-seggio.
Le Praterie.
dove 1* occhio trova per ogni parse il suo pa-scolo . Contuttociò bramerei di sapere perbocca vostra qual sia di tutti questi luoghicampestri, che noi andiamo ad ora ad oravisitando, e girando, quel che vi dà pisinel genio, e quale precisamente vi sceglie-reste pisi volentieri per campo del vostro pas-seggio* ... . .
Cav. Io per me non cambierei questo luogomedesimo, dove al presente ci ritroviamo, perqualunque altro. 11 prato, al mio parere por-ta il primo vanto fra tutti. Questi è quei cen-tro, (sintomo al quale noi ci aggiriamo con pisifrequenza, che altrove, e donde a gran penaci sappiam distaccare,
Prior. Vaglia il vero, ancor io son del vostroumore. Il recinto d’una vigna non è molto co-modo per passeggiare. Il verziere ha un non soche di confuso. I lunghi viali delle selve , edi più vaghi sentieri delle boscaglie hanno unsembiante troppo uniforme. L’ occhio non vitrova il suo pieno. In somma tutti questi pas-seggi son buoni e belli, ma non ci finiscono disoddisfare’. La maggior parte di essi van per lopiù a terminare ( senza che la persona pur sen’accorga )] nel prato. Quinci non ci sappiamostaccare, se la notte non ce ne caccia. Osservoaltresì, che nemmeno i giardini, per quantobelli e deliziosi si sieno, han presso di noi tantiattacchi, quanti n'ha una prateria. Non è eglivero, che dopo aver fatte due otre girate at-torno all’aiuolede’fiori, e dopo aver data un'occhiatta alle spalliere de’frutti, ci sentiamotuttavia volenterosi di proseguire più oltre ilnostro passeggio, nè ci troviamo mai soddis-fatti
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