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Tomo quinto.
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22 Le Praterie.

e di Poissì, dove concorrono settimana persettimana mille negozianti a comprarli ; iquali poi li dispensano per Parigi * é per tuttoil Reame di Francia* La sola pelle d’uno diquesti manzi, dopo esser passata per le manidel conciatore, li vende ora venti, ed oraventicinque lire di Francia.

Le vac- Il terzo emolumento, che si ricava dalleche. praterie, e che è d’un uso più universale, è ilpascolo degli armenti di vacche. V ordinedella materia richiederebbe, eh’ io ragionastiquloradellecâscine, e di tutto cià, che ap-partiene alla manipolazione del latte. Ma peruniformarmi alla corrente, non islaròaspeci-ficarvene le particolarità più minute. Il co-stume già inveterato di astenersi dall'operecamperecce, e di lasciarle fare a'villani!, cene fa concepire un’idea troppo più bassa, eh*esse non meritano. Si crede di far torto allaciviltà de’natali, e in certo modo disonorar-li, qualora uns’ingerisca in certe faccende,che si convengono a’fieraiuoli. Tutte ci sem-bran vili, e tutte indegne della nostra atten-zione. Ma ben fi vede quanto corrotta, equanto male impressionata oggi sia (come di-ce saviamente il Petrarca )

(a) Pe- ( a ) Noftra natura tanta da cojlumeitrac. mentre si reca ad onta l’applicarsi a un me-Son. 7. stiero, suggerito dalla natura medesima a' no-stri antichi progenitori, applaudito da tuttele nazioni dei mondo, ed il quale, a riservadel pane, è il nutrimento più necelîario d’ 0-gni altro, di tinto il genere umano.

Le calci- Oltre di che la stessa manipolazione del lat-ne ’ te, esaminandola ben a fondo, non include

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