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Tomo quinto.
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Dialogo Secondo. 55

tu- e tanta stabilità da poter sostenere, e reggerek jn equilibrio qualunque peso piti esorbitante,p Mirate digrazia quelgran burchiello, che» galleggia presentemente su questo fiume. ChiA mai crederebbe, che una mole sì smi surata po-

lii tesse sostenersi a galla, e non affondare? Voi» già sapete, che la mole sti questo legno è m an-

zi. co pesante della mole dell’acqua, il cui posto» gli ingombra, e che le mercanzie, onde il bur-li!. chiesto è ripieno , formano insieme colf ariaa, una mole pisi leggiera, che non è la mole dell’li. acqua da essooccupata . Questasi è la ragione, Ragio-idi per cui il burchiello sussìstea galla. Sicché ne, per

idi questa prodigiosa Comodità deriva immedia- cui u «ab tamente dalla proporzione, che passa tra’l à ^-^7I» peso dell’acqua, e del legno, che galleggia in mercan-ti,. sulla medesima acqua, ad aiuta a far galleggia- z i e ga i.

11!, re le mercanzie soprapposlevi. Ma a che var- leggiamsi„. rebbe la nostra fisica, se contentandoci di sa- soli’ ac-uiti perequai proporzione aver debba il peso dell’ 9 ua 'acqua al peso del burchiello, tralasciassimo d*

,1 adorare il sapientissimo, e benignissimo dise-«, gno della provvidenza Divina, che ha stabili-ti to questo beli’ ordine a favor nostro î L’acqua,

[tii eh’è un elemento al cotidiano uso nostro siIdi, bisognevole , s’ attraversa a tutte le nostrepo, pianure, e ci abbarra sovente la strada. Malin, chi non ammirala prodigiosa beneficenza delil nostro amoroso Creatore, che ci appresta ad0 un’ora nel legno una materia proporzionatajji a galleggiare in sul!’acqua, e a traghettareni con tanta facilità da una rivaall’altra ciò ,che senza un cotale sostegno sicuramente1,(5 S;’ affonderebbe ? Vediamo un poco sin do-)[S| ve s’ estenda il vantaggio , che si ricava

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