55 i Fiumi.
da questo legno, che ci si para presene emeritedinanzi. Non ci basti di sapere alla grossa, eh'egli sia carico di sacchi di fermento, di carra-celli d’acquavice, di bocci divino, e di grossesalme di piombo. Esaminiam per minuto aquanto ascenda precisamente tutto quel cari-co. Ci sarà facile il rinvenirlo, qualoraci pon-ghiamo a scandagliare quanto pesasse lameledell’âcqua, che ha dato luogo alle parti delburchiello , che restano immerse entro ilfiume.
Cav. Sono ben curioso di sapere in che ma-niera v’ingeguerete di fare questo scandaglio.
Prior. La cosa è facile. Osservo in primoluogo quanti piedi rimanga a fondo la tartanagià carica, e trovo, che la medesima non re-sta per tutta la sua lunghezza sottacqua più didue piedi. Parto colla mia mente in tanti piecubici tutta la mole dell’acqua, che ingombre-rebbelo spazio presentemente occupato dallacarena del burchiello, se egli non vi fosse. Voigià sapete, che il cubo è una figura solida, ladi cui superficie ha sei facce perfettamentequadrate. La figura del dado da giucare chia-ramente vel mostra. Resta dunque a vederequanti { 5 iè cubici si contengano nella mole del-l’acqua, che occuperebbe lo spazio del bur-chiello, dov’egli non vi fosse, e quanto peli cia-scuno di questi cubi. Così venghiamo a sapereil peso preciso di tutto quel carico.
Suppongo, che il burchiello possa averecentoventi pié di lunghezza, e quindici di lar-ghezza. Centoventi multiplicato per quindicifa mille ottocento .Mail burchiello resta sot-tacqua due piedi : dunque la mole dell’acqua,
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