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Prìor. Vi pare una maraviglia ne vero?Ma un altra maraviglia si è, che l’acqua nonlòlamente abbia virtù di sostentar questa granmole, ma ancora di farla stare talmente inpernio, che ogni piccola spinta le possa da*re quella direzion, che si vuole, e che la fac-cia procedere, e rinculare secondo il biso-gna, Fate, che due uomini saltino in un ri-morchio , a cui sia accodata per una cordaquesta gran barca; costoro colf ajuto di duepiccoli remi (quando l’acqua vada a secon-da) son capaci di strascinarsi dietro le quat-tro grosse campane, o dugencinquantadue mi-la libbre di peso. Voglion eglino tornare in-dietro , e camminare a ritroso dell'acqua?Fina- alzaia, o corda attaccata da un capo al-la punta dell' albero dellabarca, e tirata dall'altro da sei meschinistSmi cavalli, i quali cam-minino lunghesso la riva del fiume, farà ve-nire quel peso disorbitante da Abbavista sin aS. Quintino, o da Nantesfino a Parigi. Il per-ché tanto è falso, che il fiume serva di remoraalia reciproca comunicazione di due Provin-cie, che anzi le avvicinala loro ; e Parigi lasua mercé lì dà la mano con Nantes, e i’Over-nia con Piccardia.
Cav. Di grazia proviamo a distribuiretutto il carico sopraddetto in tanti carret-toni , per vedere la differenza , che passadal carreggiarlo per terra, al trasportarlo peracqua.
Prior. Son pronto a servirvi. Notiamo! no-stri calcoli qui su la ghiaia. Il carico s ’è det-to ascendere a dugencintaduemila libbre dipeso.Segnisi dunque ilnum. rzaooo.Pongansi
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