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bissar le sue acque, quando si teme , non siriempia dì sabbia, o di melma, ti son fatteventiquattro callaie. Si facon.ro, che le pie-tre impiegatesi nella struttura di questo canaleascendano à quarantamila pertiche cubiche joltre alle dugento, che si son consumate ne’sostegni * ed oltre alle cinquecento, eh’è sta-to d’uopo sacrificare perla fabbrica del molo jil qual ripara presentemente il porto di Certe,echeappresta un sicurissimo asilo a’vascelli :asilo tanta più vantaggioso, quanto che laspiaggia del mare di Linguadocaè molto peri-colosa , ed è affatto desti tuta di porti. Or que-sta spesa vi sembrerà per avventura disorbitan-te: ma messa a confronto degl’ infiniti van-taggi , che sì ricavano dalla navigazione, el-la è, per così dire, un non nulla.
Cav. Non avrei mai creduto, chela Fran-cia potesse vantare una fàbbrica di tanto valo-re . Ella sola basterebbe ad immortalare il Re-gno di Luigi XIV.
Prior . Deh non ci perdiamo nella lusinghe-vole ammirazione dell’opere umane. L’uo-mo alla per fine non può far altro, che porrein operai materiali, e gli argani', apprestati-gli dal sommo Iddio. Io non dico, che nons’abbia un ragionevol motivo di compiacersidella struttura d’un prodigioso canale, doveper verità ti ravvisa dell’ ingegno, e della ma-gnificenza ben (ingoiare. Àlas’ha però delgran torto a rimirare con occhio sì indifferen-te,esbadato un'infinitàd! più stupendi cana-li, fabbricati dall’ Architetto divino, la cuilunghezza s’estende.da utì capo ali’altro diquesta terra. Ah, che in vece di riguardarli
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