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Tomo quinto.
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scoraggiati gl’intraprenditori di un ministeroSÌinfrutcuoso. Machisa, checontinuandotia scavar queste vene, non accada ciò ch’è sor-tito a gli scavatori delTargilla argentina , delcarbone terriccio , del piombo , ed’altri mi-nerali ? La maggior parte di queste vene ven-gono da principio indicate da segni assai debo-li. Ma proseguendoli a scavare, la miniera siva via dilatando, e trovasi alcune volte ine-sausta. La natura ha percoslume di farle suecose alla grande. Ella non si degnad’impie-gare le sue officine per lavorii di poco momen-to. Son più di 1700. anni, che Diodoro Sici-liano osse rvò, come i Galli ricavavan daMorofiumi dell’oro. Han durato (inoal dì d’oggi ascavar dalla terra di somiglianti scagliette, nela cava s’è mai votata. Io per me crederei,che tali indizj, corroborati da una perseveran-za non mai interrotta di tanti secoli, non sidovessero trascurare. In cercando dell’oro,ti troverebbe per avventura o delssassalto peringrassare i terreni, o dei mercurio per sepa-rare i metalli, o del vitriuoio con altri saliutilissimi; o finalmente qualche altro mine-rale da potersene prevalere nelle cotidtane bi-sogne . Rarissime volte addiviene ,che in isca-vando la terra non si scopra qualche tesoro, aqualche notizia , a noi sovente più utilede’minerali medesimi, che vi si andavan cer-cando .

Ma procuriamo di rintracciare ne'fiumiun tesoro più certo, e più facile a procacciarsi.Vengbiamo ad esaminare la quantità, eialp’ fiu- nat ura de’pesci, eh’essi nutriscono a favor no-stro. L’abbondanza de’pesci del mare ha ve-ramen-

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