Dialogo Terzo. YH
ta dinanzi alla corrente èli' acqua , affinchèla forza della mede lì ma la strascini con esso se-co, e la tenga nel tèmpo medesimo aperta.Si scelgono per questa pesca que’liti, dove ilruscello è più angusto, acciocché la graticciaabbracci tutto lo spazio intermedio tra unasponda e l’altra’ dimodoché se mài questo ri-volo fosse soverchio largo, vi si gettano duegraticcio alla volta , l’Una verso la sponda de-lira , e 1’ altra verso la sponda sinistra , amen-due, come già disisi, a ritroso dell'acqua.Nell’ atto medesimo, che voi presentate la re-te dinanzi alla corrente del rio, il ministro,oì’amico, che porta il bastone , omazzapic*chiosopraccennato, si porta da venti o tren-ta pasti più là del sito, doV’ è la tesa , ed affon-dandolo dentro l’acqua, comincia qui vi a raz-zolare noti mesi pel letto dei rio, che attra-verso a’ giunchi, e lotto Je barbe degli alberi,rimuginando in varie riprese tutti i cantucci,e tutti i nascondigli, dove il pesce potrebbericoverarsi . Trovandosi questi in corsi guisaperseguitato, e scacciato, Va a dar di pettonella fatale graticcia, che, appena entrato,gli serra il passo, e lo ingabbia. L’impeto,con cui v’urta dentro, fa tremolare inqueiit'istante tutta la pertica, e ripércùote sino allamano del pescatole, il quale allora tira a sécon prontezza la rete. Ostervate, coni eglifa. Questa pesca è tanto facile, che nulla più .Or ora potrete farla da per voi steste. Quan-do il nostro pescatore sarà giunto in que’siti,dove il ruscello suol esser più dovizioso di pe-sci , vi avviserà, e voi vi mettcreteall’im-presa. Notate solamente , che quando il ge-
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