Band 
Tomo quinto.
Seite
100
JPEG-Download
 

»

IO© î F I O M I

sce è ingabbiato, il pescatore non si fermaa cantar la vittoria, a misurar la staturade suoi prigionieri. Li mette tantosto sottouna buona guardia, e corre immediatamentea piantar la graticcia piti in alto, dove il com-pagno ha fatta la seconda scacciata. Mirate ;il mazzapicchio di già lavora. Cosi si prose-gue questo esercizio, portando di mano in ma-no la graticcia da un sito ali altro. Si farannocento scacciate, senza prender nemmeno unpesce; ma che ? una sola è capace di ricom-pensar la fatica di tutte laltre. La presa dunbel luccio, od' un grasso carpione è sufficien-te premio di tutto1 travaglio soffèrto in unintera giornata. Non sempre si torna a casatrionfanti; ma rade volte addiviene, che visi torni colle man vote.

Cav. Che fanno mai que tanti ragazzi, cheio vedo assecondaci lunghesso questaltrori-gagnolo , ohe pasta attraverso asta prateria?E forse questa un altra sorta di pesca ?

La pescaPrior. Non v ha gorello, rivolo, perde gam- meschino eh' egli si sia, i! quale non vi appre-en ' sii un qualche nuovo piacere. Cotesto ruscelloè mirabile per la pesca degamberi. que-sta pesca è spregiatile. Ella é stata più dunavolta il sollazzo delle più floride compagnie.Si prende una dozzina o due di bacchette spac-cate in cima, e vi sincastra una qualche lec-cornìa proporzionata ad aescare il pesce. Sipiantano queste bacchette in su gli orli delrio, fra la melma, e si distribuiscono otto odieci piedi lontane fra loro. Questa operazio-ne vuol esser fatta verso la levata del Sole. Al-lora riesce più comoda, e più proficua. Tutti

j coni-