m
■MS
fai'ile■Mtó<ckili, è;
in,
rifiî
lili*!
10
Dialogo Quarto. 109
quest’ acqua, benché provenuta dal mare, pur-gandosi, e liberandosi in coca! guisa da' pro-pri sali , entri nelle fontane, e ne’fiumi dolce,e potabile.
La terza opinione è di coloro, che preten-dono , che il mare non abbia veruna comunica-zione colle montagne per le parti sotterranee, kma bensì per di sopra, e suppongono, che da’fiumi, da’ laghi, e dallo flesso mare si sollevicontinuamente un vapore , il quale ingom-brando l’aria a foggia di nebbia, o di nuvola,e secondando l’impulso de’ venti, secondo eh’egli s’imbattenell’aria fredda, osi posa sullemontagne, si condensi, osi risolva ora in bri-na, ora in neve, ed ora in pioggia. Voglionoparimente, che Tacque provenute da così fat-ti vapori trovin successivamente diverse aper-ture , onde insinuarsi dentro le viscere dellemontagne, e delle colline, e quivi s’adaginoin varie pile, odi pietra, o dì ghiaia, e for-mino , nello sgorgare dalla prima apertura,che si fa loro davanti, una fonte, o passeggie-ra, 0 perenne, giusta la larghezza , e profon-dità della pila, in cui sono accolte.
Cav. Il P.Rapin, (a) trattando dell’ori- (sgar-gine delle fonti, par, che non faccia alcun ca- tor.l. jso dell'opinino di coloro, i quali tengono,che un vapor umido condensatosi su perle vol-te delle caverne, possa esser T origine delle ri-viere; né tampoco del sentimento di quelli,che attribuiscono questo principio ali’ acquapiovana. Il sistema, cui pi si d'ogni altro egliapprova, é quel che sostiene, che T acque delmare trapelino pe’pori della terra, e che pertal mezzo si purghino, e s’addolciscano .Tut-te