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mai sempre, ad onta di tutti i limbicchi più jsopraffini, e più eccellenti unsaporsalso, e jbituminoso, che non solamente tende insof-fribile la sua bevanda, ma stomachevoli an-cora quelle vivande , che si cucinan con essa.Lacera le viscere di coloro, che sene voglio- 1no prevalere, e fora sfattamente colle puntede’proprisali i piccioli vasi, che rende aspersedi sangue le loro orine.
Cav. Ma chi sa ,che questo mal non proven- jga dal non saperla ben purgare? Iddio ne sa piùdi noi. Non mi si può disimprimere dalla men-te,che l’acqua del mare deponga su per barenedel proprio letto i suoi sali , e che attratta dauna certa, dirò così, simpatia, ti sollevi apocoa poco su per la sabbia, e su pel terreno, e pe-netri nel cuore de’monti. Che la sabbia, conaltre materie consimili, abbia forza di tirari’acqua a se stessa, è tanto certo, che nullapiù. Oggi appunto, nel metter un pezzo dizucchero in poche gocciole di caffè, ho osser-vato, che l’acqua montava in un attimo sullacima del zucchero. Jeri similmente, in get-tando un monticello di rena in una pozzan-ghera d’acqua, viddi, chef acqua ascendevasino alla metà di quel monticello. Laparitàè >cosi giusta, che più non può essere. Ecco ilmare, ed ecco le montagne .
Prior. Cotesto, a dir vero, è un de'più fortiargomenti, che possan portarsi a favore delvostro sistema. Contuttociò vi si risponde be-nissimo . Primieramente nego, che queste sab-bie , e queste terre sieno dotate di quella forzaattrattiva ,che voi supponete: e dico, che,se l’acquajsi faglie su, ciò non proviene dall’ attra-zione