Ì5 t a t o g ci (Quarto. iZk
■ i3B ino se i vapori, che fi sollevan dal mare, siansufficienti a somministrare il mantenimentode’grossi fiumi. La cosa mi par molto dura.
Prìor. Per sincerarvi di questo fatto, con-= 1 ■■ vien, eh’io vi provi dite verità. La prima siè, che i vapori del mare son più che bastanti aKìti coprir d’acqua la superficie della terra , ed ilfet letto de'fiumi. L'altra, chele montagne son«L fabbricate con tale artificio, che questi vapo-ri ri, in un coll’ acque piovane , vanno a posarsite: sopra di esse; che s’adunano nel loro seno ; e«e che formano quivi delle fontane, ora inter-dite mittenti, ed ora perenni. Ma non posso dar-vi ad intendere, come ciò effettivamente fuc-inisi ceda, s’io non vi pongo sotto l'occhio lajstrut-3,ics tura interiore delle montagne. Estendo voicosìgiovane, ecosìleslo, non vi riuscirà di-tws saslroso a far dimane una lega di strada su perqueste montagne . Vi troveremo delle sorgen-ti, la cui situazione potrà illustrar la materia,tiessi" che abbiamo a mano ; e visiteremo diversi bur-lata roni, o dirupi, che discoprendoci l’interiorein.ljt àlle montagne, ci mostreranno la serie de’molti suoli, ond' è composta tutta la massa <itleiî Spero dì farvi toccar con mano , e di darvi vi-sibilmente a conoscere la vera origine di que-obiii ste fontane, da voi con tanta curiosità ri-ubi: cercata.
Il fine del Dialogo quarto