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Tomo quinto.
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136 Evaporazione del Mare.

dere qual fosse la differenza dell’aggregato tidelia prima dass aggregato della seconda. «Monfiù Mariotte scelte a quest’oggetto il pon- ,1te Reale, dove li sa, che una parte di quel!' diacque piovane vengono a scaricarli . Prese aldunque ad esaminare la quantità dell’acqua, (che scorreva in un minuto sotto gli archi di ; ;questo ponte . La Senna dinanzi al palazzo Re- ! ®gio ha quattrocento piè di larghezza, ecm* j (que (sottosopra) di profondità. Dilli fot toso- î lapra, perché verso il mezzo n’ha più di cinque, /e verso le prode ne ha manco. Il quattrocento , $multiplicato per cinque, fa duemila. Ora, j àper vedere quanto spazio trascorrano in un jminuto, eh’è quanto dire nella scffancdima gparte di un’ora, questi due mila pie d’acqua, I g<ti getta nella Senna un bastone, eargomen- j àtando dalla prestezza , ondèd’acqua sei porta ! 5Jvia, quanto veloce esser possa la corrente del J|fiume, fi trova, che in uscir suora degli ar- $chi, quand’ ella è alta, e vigorosa, corre vi- HAbilmente uno spazio di dugento cinquantapiedi in un minuto. Ma siccome ella corre | | Econ molto minore velocità giù nel mezžo, e i ,1con somma lentezza verso il fondo, dove lo j

strofinamento del terreno serve di remora aldi

lei corso, ed oltre a ciò, appena corre in unminuto più d* un centinaio di piedi, e molto ,meno ancora nel fondo, aliorch’ eli’ è molto .bassa, cosi prendiamo una mezzana velocità, te supponghiamo, che, in vece di correre in tun minuto dugencinquanta piedi, ne corracento. I duemila piè cubici, ches’insinua- ^no sotto gli archi dei ponte Reale, fi trovano jtutti quanti nell’ intervallo d’un sol minuto \

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