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Tomo quinto.
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Dìalogo Quìnto, tz7

Cento piedi al di dal ponce. Essidunquenel momento * che hanno trascorsi questi cen-to piedi, han dato luogo ad altrettanta moledacqua, cioè a dire, ad altri duemila piecubici.

Cav. Questo è certo.

Trior. Lo spazio, che hanno trascorso ècento pie di terreno.

Cav. Dunque in un minuto vi son trapas-sati dugento mila piè cubici dacqua.

Prior. Dugentomila piè cubici dacquamul-tiplicati per sessanta (che tanti sono i minuti,die compongono unora) fanno dodici milioniper ora ; i dodici milioni moltiplicati per ven-tiquattro ( che tante son lore del giorno ) fan-no dugencoctantotto milioni. Paragonandosiadunque tutto laggregato del Tacque piovanecadute sul terreno adiacente alla Senna al didi Parigi, giusta il calcolo più basso, che possafarsi, cioè a ragione di sole quindici once dai-tezza ,colTaggregato di tutta lacqua che scor-re in un anno sotto gli archi del Ponte Reale ,fi trova, che la quantità dellacqua piovana èsei volte maggiore di quella del fiume ; ascen-dendo la prima a settecento quattordici mila,e cento venti milioni di piè cubici, e la secon-da a cencinquantamila e centovinti milionisolamente.

Cav. Se così è: lacqna, che piove sopra laterra in un anno, è più che sufficiente a man-tener tutti i fiumi. Ma questo conto non miquadra. A me pare, che Montisi Mariotte,quasi temendo non laSenna potess&fargli qual-che burla , la faccia correre sotto il ponte Rea-le con troppa lentezza. Lacqua presso la sua