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Tomo quinto.
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Dialogo Quinto. 14;

cammina alla volta di tramontana, spiranocerti venti boreali, che par, che stieno posi-tivamente alle mosse. per uscir suora (quasisentissero il segno della scappata } da* lor ripa-ri, e per respigner la massa de* vapori dispersiper farla alla volta della Zona torrida: laquale poi condensandosi per la frescura de’det-ti venti, s’arrampica su per 1* erta delle mon-tagne degli Abissini, e su per tutti i dirupi,che le si porgon dinanzi, tanto nell’ Indie,quanto ne gli altri paesi. Quivi risolvei! inpioggia, e dura a versar 'acqua a bizzeffe pa-recchi mesi di seguito. Questi torrenti stro-sciano dalle montagne nelle pianure, e van-no ascaricarsi neretti de grossi fiumi che scor-ron per quelle contrade. Così 1* Indo,il Gange,il Nero, ed il Nilo s’ingrossano , si gonfia-no

Nigrantemque hiemem , & ficea: ■calìgìnis ag~men

In medium cogit Ccelum stridentibus alis ,

AL thiofumque solo sitientes ìrrigat herbas ,Temperai <& nimios fcecundis ìmbrìbus afusiInde ruenspraceps altis de rnont ibus undaTmrentes impellit aquas , pecudesque , feras-que

Vdlarum cum strage trahit : per que arva refusiMille vias pandunt vasto cum murmure rivi.Quos ubi cccruleum Nilus collegìt in alveum ,Riparum ìmpatiens , late per plana iacentisJEgypti diffundit aquas , genialiaque arvaFcecundat Libyci felici uligine limi .

Quoque magis rapide Ccelum candefcit ab astu,Hoc magis cbfcuris vestii se rtubibus aer.

Que