,6o Le Montagne.
bianchiccia, dove alcuna volta son franimi,schiari de’nicchi. I cavatori de’pozzi non pos-sono render conto de’suoli più interni, con-cioslìachè, dopo aver trovata la terra forte eh’è la miniera dell’acqua, non iscavan più afondo .
Ora, eh’ io v’ho mostrata tuttala serie de’suoli, che giacciono l’un sopra l’altro dalla ci-ma della montagna di Laone lino alla terzeriadella medesima, o circa, vorrei sapere da voidonde vi divisate poter diri vare queìl’acque,che vengono a scaricarsi in sui suolo della ter-ra sorte. Se voi mi dite, ch’eiie vi possan ve-nire di per di sotto, in tal caso vi converrà si-curamente ricorrere al mare. Se poi mi dite,eh’ elle vi vengano di per di sopra, vi bisogne-rà confessare, che traggano la loro origine dal-le piogge , le quali, trapassando dalla superficiedel terreno nel suol delle arene, e trapelandodai suol delle arene nel letto inferiore, compo-sto di terra dura, dovranno qui vi fermarsi, pernon trovare in questo suolo alcuna gretola, on-de discender più abbasso . Ma vediamo, semi riesce di cavarvi di bocca una risposta,che quadri, con raccontarvi anticipatamen-te due fatti, da’quali, s’io non tu'ingan-no , si può agevolmente dedurre la senten-za decisiva.
Un certo muratore, essendo stato chiama-to a raccomodare un pozzo, dove 1’ acquascendeva puntualmente dalle arene nella pila,ma quivi giunta spariva, mi disse di aver tro-vato quel terren duro , che forma la pila , tut-to crepolato, o forato , di modo che l'ac-qua trapelava giù abbassò, e andava a per-derli
èiJ
«ù
ili:
£l
Ì3Î!
|ji
situi
jaii
i:;M
a
jh:
isa
Sì
sia
tsf
k
si
iSifl
dttS
il»
ìé
itis
àî