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Tomo quinto.
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(a)Atf^ctor vi-ta! 8, Sa-la berg*ad cal-cetti ope-rarti bal-betti deNovi-gento.

1Ó2 Le Mgntagne.

vare dallo stesso principio, onde derivano léfontane, che scaturiscono a mezzo'1 colle, eTacque, che sgorgano dalla medesima altez-za. Tutteqjuesl’acque, liccome ancora quel-le de’ pozzi , provengon visibilmente dallepiogge, che s’insinuano peri meati de’primisuoli ne'letti arenosi, e quindi scolano dentroil piliere del terren duro, dove si arredano.Tuttavoìta non mi so persuadere, che l’acquapossa introdursi sì addentro, Il pavimento del-ia Città è lastricato, onde dovrebbe sospende?lo scolo dell’acque piovane, e rimandarle ver-so le spiagge della montagna, L’erba de'pra-ti, o piazze terricce, dovrebbe succhiarla : equel macigno, che regna da un capo ali’altrodel colle, non vedo come possa apprestarle ilpassaggio, per internarsi ne' suoli inferiori.Di queste difficoltà non so trovare la soluzio-ne,

Trìor. E’ vero , che il pavimento ha poni-todiminuirein gran parte la quantità dell’ac-que de’pozzi, e delle fontane. Anzi un Au-tore, (a) che scrisse verso la fine del settimosecolo, lungo tempo prima , che in Trancia licostumasse di lastricare le strade della Città,racconta , che poco sotto a ciascuna porta di.Laone scaturiva una fontana abbondevole, edera vi un abbeveratoio. In oggi non vi se nevede, se non uno dalla banda della Fortezza,con due o tre fontane, che gettan pochissimo.

I cespi, che verdeggiano su pe’ prati, 0 piaz-ze terricce, poslòn henCimpedire, cheTacquanon si vada insinuando per tutto ; ma non perquesto addiviene, eh'elle non trovino unan-imità di pertugi formati da var)animali, o ve-

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