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âà f a no fuor di modo, e s’alzano qualchequat-ti ® lordici, o quindici cubiti sopra '1 terreno. Cc4® si appunto succede dell’escrescenze del Nilo,e del Nero.
Quelle montagne, che vedonsi tutto Tannocoperte di nevi ( siccome queste nevi in tempo" di State si liquefando, é in tempo di Verno s’in-ll ® durano) cosici danno delle fontane, chedu-:!,B rano tanto, quanto dura lo struggimento delle™i ! nevi;e in conseguenza ne’tempi estivi son vigo-1 “" rose, è ne’ vernali languiscono .Tal è il destinodelle fontane di Lombardia, che scaturisconoa piò dell’ Alpi, ed alle falde dell’ Apennino.’® 3 Se queste montagne non son coperte di nevitliE sefionl’inverno, ne provengono delle fonti, e«s de’fiumi, che a’tempi dolci, o al sopraggiut-S ” gner della Primavera s’ingrossano , e nella sta-^ glone estiva le pisi volte si seccano.
Se poi le montagne Vengono semplicementeinondate dall’ acque piovane, ma non si trova-li» 11 * no ricoperte di nevi (fecondo Tufo ordinariofi'; de’ nostri monti ) siccome le piogge non sonJ*' ; mai si frequenti i nè si copiose come sul sin del-ti ® 1 la State , e nella stagione Autunnale, così ne,!■" pullulano de’ruscelli, e de’fiumi, che in tut-àk to ’l corso della Primavera, e quasi tutta la Sta-telanguiscono $ e poi d’Autunno, e di Ver-no tornano a invigorirsi .
â- Dove finalmente non si trovan montagne ,Kilt quivi le piogge, e le nevi si disperdono pellefi ; campagne, ope’fiumi* Ifiumi, per la cadu-ti $ tadelT acque i e delle nevi ingrossando, s’in-sinUano per entro i suoli del terreno contiguo,
.ti, ’’ ed intrudendovi le lor acque, vi forman de’î- pozzi, ede’fontieelli, iquali poi contribuì-
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