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DIALOGO SESTO.
II. Priore di Gionvalle.
Il Cavaliere del Broglio.
Prior. f Commetterei qualche cosa di bel- Lenuvo-^ lo, che quelle nuvole, che voi le.vedete adunarli presentementeper l’aria, e che probabilmente ci corranno ilpiacere del nostro consueto passeggio, vi dan-no un poco nel naso.
Cav. Adesso, eh’ io so qual sia il loro scopo,l’aspetto loro non mi reca più noia. E’son va-pori, che scaturiscon dal mare, per rinvigo-rire le nostre fontane, ed i nostri fiumi. SeDio m'a juti, provo un piacere indicibile a ve-dere que’nuvoloni affollarsi con tanto studio,per andar a portare il refrigerio, e la fertilitàalle Provincie più rimote. Adempiono attual-mente la lor commissione. Li prendeva unavolta per una massa di nebbie, aggiuntesi perlo cielo a caso, senza esser buona da altro, cheda recarci disturba. Ma ora, eh’io sono arri-vato a sapere, che non per altro si sollevanoin aria, le non per adacquare tutta quanta 1’
Europa , in quella maniera appunto, che l'ac-que della Samaritana, e della macchina diMarii non camminano ad altro oggetto, cheper innaffiare gli ertali del nostro Re , li riguar-do con occhio diverso.
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