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Prìor. La vostra comparazione quadra pereccellenza. Osservo però, che dopo aver visi-tatele Tuglierie, ed j giardini Reali di Mar-ii, fi va qualche volta a contemplar la struttu-ra, e l’artifizio dì quella macchina per cui P ac-qua fi solleva dal suo livello.* nè ci reca menostupore la simmetria degli ordigni, per cuiquegli orti fi trovan sempre adacquati, e sem-pre vestiti dì ridente verdura, di quel, chefaccia la lor medesima venustà.
Diamo dunque un’occhiata a quell’ immen-so piliere, da cui si sollevano tutte Tacque,che vanno ìaaffiand© il vado giardino di que-sta terra, e la gran tromba, dì cui '1 SupremoIngegnere si serve » pensarle incessantementemontare in alto. Questa pila lì è il mare, equesta tromba fi è l'aria. L* uno e l’altro è unospettacolo molto magnifico. Cominciamo dalprimo.
Cav. Quanto sarem lontani dal mare 5 Hointeso dire, che l’aspetto del mare sia uno spet-tàcolo molto godibile.
Prìor. Guari dì tempo non suderà , cheavrete la forte di navigarlo. Frattanto pos-siam goderlo dipinto. Entriamo nella galleriadel Signor Conte, e divertiamoci a rimiraretutta quella ferie di quadri, dov’ egli ha fattodìpignere ciò, che nei mare si trova di più cu-rioso .
Cav, Mi sovviene, che alcuni anni addie-tro stava come incantato a guatare in un ap-partamento, o in una galleria, Giove coli*sua aquila, Vulcano colle sue tanaglie, N et-tuno col suo tridente, Pane col suo flauto, etutti gli altri Dei capricciosi dei gentilesimo.