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marea. Così parimente quando la luna, in ca-po a dodici ore, o poco più, è arrivata allostesso meridiano nell’Emispero inferiore, cheviene ad essere il nostro Nadir, diametralmen-te opposto al punto verticale, allora è il fortedella seconda marea. Ma siccome la luna im-piega dodici ore e quasi tre quarti, per arrivaredal Zenit al Nadir, così dal forte d’una mareaal forte dell’altra vi corre un intervallo di dodi-ci ore , e quasi tre quarti. Quindi è, cheogni flusso comincia sempre tre quarti do-ra più tardi del precedente. Or questa marea èsempre più gagliarda , e più gonfia verso il no-vilunio, ed il plenilunio, che in altri tempi;ed il suo maggior colmo succede ne’noviluni,e ne’pleniluni degli Equinozi. Eccovi spiega-to tutto il misterio.
Resterebbe al presente da ricercarsi la cagio-ne, e’1 motivo d’un fenomeno sì regolare.I filosofi in tal proposito fanno delle gran bato-ste. Questi pretendono, che la luna , nel pas-sare direttamente sopra i nostri mari, li pre-ma , e gì’ incavi, e che col ristrignere quel cor-po d’aria, eh’è interposto fra està , ed il mareOceano, ed il quale cerca di dilatarsi per la fa-cilità, con cui l'acqua gli cede il posto, fac-cia gonfiar le sue onde. Quelli ali'incontronon vogliono, che la luna graviti sopraino-stri mari, ma che il globo medesimo della ter-ra e dell’acqua graviti su la luHa, e si sforzi d*approffimarvisi.
Lasciamo pure a’filosofanti il pensiero d'in-vestigare nelle regole del moto, e neicon-giugnimenti de’corpi celesti i motivi di que-ste sì costanti revoluzioni. Lasciamo, dico,
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