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Tomo quinto.
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192 li M are. [

Iddio ha resa 1* acqua del mare viscosa ,e bituminosa, acciò deponga continuamen->te nel proprio fondo una certa mucilaggi- ijàne appiccaticela , la quale non possa cor- Jfrfrodere , penetrare i suoli del terreno , il®ma gliene vieti 1 ingresso , ed impedisca , siche non riduca la terra in panicela . Ha SYpoi voluto, che tutta quesiacqua sia salsa, s®per preservarla dalla putrefazione , e man- Siitenerla sempre in issato di beneficarci. 01- j®

tre di che la salsezza del mare è fisica- »

mente correlativa alla sussistenza de pesci ,M

marittimi, ì quali non posson vivere altro- m

ve, fuorché neliacqua salata . Or siccome

, niun dirà mai che questi vi si trovino per Aaccidente: così men la salsezza, che al fililoro stato abbisogna , può dirsi accidenta- àle. La stessa mano , che ha plasmati > pe* alsci del mare, ha formata fin dal principio aidldel mondo la natura dellacqua, ehera lor

necessaria : e quel medesimo Iddio , che li ait,creò , infuse nel mare , prima di collocar- ipiveli, quella salsedine, di cui non potevan j®,far senza . Ma chi non ammirerà le vaste r®,

mire di Dio nel! opere , che escono dalla ;a

sua mano ? Questa salsezza del mare , che ;.;j tgià ridonda in tanto nostro utile , mentreha virtù di preservar le sue acque dalla ;mputredine , e di sostentare un infinità di ; (tsaporitissimi pesci , ci porta due due altri :%vantaggi, non meno importanti de prece-denti . In primo luogo le [particelle piùsottili del sai marino diventan volatili , c -ujsi sollevano in aito insieme covapori, che Mscaturiscono dalla superficie dellacque, per

poi î.