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Tomo quinto.
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194 I t. Mare,

ministra in tanta abbondanza per tutto ciò ,non per altro addiviene se non perché ne ha bi-sogno in ogni tempo, ed in ogni luogo.

L’acqua ^ mare adunque non fu creato a principiodel ma- senza sale, nèquello sale è venuto dipoi ad ai-re è stata terar la dolcezza, e lo stato naturale delle suesempre acque pel cavamento fortuito di qualche sali-salsa sin na> IVI a colui, che ha posto l'uomo sopra !acreazio- terra > ha voluto, che il mar circondi per ognine del p^te la sua mansione, affincb’ei trovi lènzamondo. fatica nella salsedine delle sue acque un ele-mento , di cui non può in veruntnodo far sen-za. Dal che chiaramente apparisce (come al-tre volte s’èdetto) che tutte le parti della na-tura tendono unitamente, perché dirette dauna medesima intelligenza, ad un fine, cioèalla felicità dell’uomo, e che non v’ha filoso-fia più stravolta, di quella, che studia la na-tura, senza cercarvi i disegni di Dio: comepurtroppo fi fa, allorché, in cambio di rife-rire alla sua sapienza, e benignità certi emét-ti, che abbracciano tutta quanta la terra , etutto il genere umano, s’attribuiscono ad al-tre cagioni, incapaci d’operare per alcun fi-ne, e in certo modo fortuite.

IV.Qua- Mirate adesso questi altri quadri , che cidro. presentano il mare sotto una nuova veduta. IlLa fab- pittore ha quivi espresso tutto ciò, cheriguar-brica da la navigazione, e il commercio,delie na- jj p r j m0 rappresenta 1' arsenale di Roche-fort. Qui potete veder per minuto la fabbricade’più grossi vascelli da guerra, e delle navimercantili d’ogni ragione , ed’ogni grandez-za. Quella lunga striscia di legno piegata inarco, eh’è sul castone j è la colomba, o base