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Tomo quinto.
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Dialogò Sesto. 195

Fondamentale del navilio -, che si va intavolati-la do, e forma in cèrto modo la spina, osilo del-j/i le sue reni, ché dèe passare attraverso alla ca-' | rena, e stendersi dalla poppa sino alla prua.

Su guest’ alno castone vedesi la medesima spi-na, corredata di qua e di là delle sue cortole,

0 corbe, cioè a dire di lunghe spranghe di le-gno incurvate j ed incastratevi dentro , inquella maniera appunto , che le costole delcorpo umano son congegnate , e commessedalfuna parte > e dall* altra negli spondulidella spina. Questo propriamente è lo schele-tro del navilio. Ecconequì Uno , i di cui sian- l 0chi son già terminati, e ch’è in pfocinto d’es- letro A’ser varato. Egli è già postosull’altaleno, cioè una na-1 a dir colla poppa levata in alto, e colla prora YJ- .dichinante alla volta del mare, affinchè la suaJ colomba abbia campo d’insinuarsi nel mezzo re unaI® di due gran correnti distesi in terra, e forte- nave.

_ , N 2 men-

Maniera di varare una nave •

Il vascello non si vara mai sintantoché non son { rpie afornite tutte le sue parti vive, né vi resta da ag- z i 0 negiugner altro, che le parti morte. della Fi-

A Zepace, o Correnti, che pongonsi di qua, e gara.di là lunghesso la colomba.

B. Corda, o canapo di ritegno.

C. Zeppace del castone, affondate nel suolo perdistaccarlo.

D. Ciurma, che tira davanti le corde per dar-gli 1’ ambio.

E. Carpentiere, che taglia colla scure quel ca-napo , che lo ritiene , acciocché sdruccioli giànel!’ acqua.