Dialogo S eitó. LZA
hilrigoe in un grumo,e riempiendo tutto d’ac-qua va a fondo, senza pericolo d'annegarti.La contrazione del pesce forma un vacuo, do-ve i’acqua s’insinua per i pertugi delle colletteinteriori, da luì abbandonate d’anno in annoveli' aggrandire il battello , per adattarlo alsuccessivo ingrossamento del proprio corpo, esì facendolo gravitare più dell’ usato, lo preci-pita abbasso » Quindi lì può argomentare, chevolendo tornare a galla s’estenda per ogni ver-so, e prema coll’estremità delle sue membraî’ acqua, che ingombra quelle cellette, e fac-ciala traboccare di per disopra, sicché il bat-tello, trovandosi più leggiero in specie dellamole dell’acqua, il cui posto egli occupa, sitrova in un attimo sollevato alla superficie del-la medesima. Così, senza avere apparata sar-te del navigare, egli naviga , è nocchiero enave di se medesimo, non ha paura di nessunvento; né ha mai bisogno d’ andar cercandofuor dì se stesso nè timone, né remi, né sarte,
né
H. La zolfi, ovvero la conchiglia rabescata c*ncaratteri, o cifre da musica.
I. La clava, cioè la conchiglia fazionata a ma-niera di clava
K La tocca d’oro, cioè la conchiglia rassomi-gli antesi nel colore, e nell’esterna sua tessitura adusta tocca d’oro.
Tra le conchiglie univalve di questa ultima gene-razione, le più arricciate, conte il pettine, la cla-va, ed il ragno; sono nel numero di quelle, ondegli antichi ricavavano il co'lor della porpora, e per-ciò venivan da loro nomate porpore. Senza anno-verarle tutte quante, ci siamo contentati di porrein mostra sol quelle, la di cui differenza è fòrte-mente sensibile.