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Tomo quinto.
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Dialogo S eitó. LZA

hilrigoe in un grumo,e riempiendo tutto dac-qua va a fondo, senza pericolo d'annegarti.La contrazione del pesce forma un vacuo, do-ve iacqua sinsinua per i pertugi delle colletteinteriori, da luì abbandonate danno in annoveli' aggrandire il battello , per adattarlo alsuccessivo ingrossamento del proprio corpo, e facendolo gravitare più dell usato, lo preci-pita abbasso » Quindi può argomentare, chevolendo tornare a galla sestenda per ogni ver-so, e prema collestremità delle sue membraî acqua, che ingombra quelle cellette, e fac-ciala traboccare di per disopra, sicché il bat-tello, trovandosi più leggiero in specie dellamole dellacqua, il cui posto egli occupa, sitrova in un attimo sollevato alla superficie del-la medesima. Così, senza avere apparata sar-te del navigare, egli naviga , è nocchiero enave di se medesimo, non ha paura di nessunvento; ha mai bisogno d andar cercandofuor se stesso timone, remi, sarte,

H. La zolfi, ovvero la conchiglia rabescata c*ncaratteri, o cifre da musica.

I. La clava, cioè la conchiglia fazionata a ma-niera di clava

K La tocca doro, cioè la conchiglia rassomi-gli antesi nel colore, e nellesterna sua tessitura adusta tocca doro.

Tra le conchiglie univalve di questa ultima gene-razione, le più arricciate, conte il pettine, la cla-va, ed il ragno; sono nel numero di quelle, ondegli antichi ricavavano il co'lor della porpora, e per-ciò venivan da loro nomate porpore. Senza anno-verarle tutte quante, ci siamo contentati di porrein mostra sol quelle, la di cui differenza è fòrte-mente sensibile.