Dialogo Primo. si
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H il nostro Dio, unico autore di tutte le cosej| t create. Si rivoltoli pur la materia , e si stritolià quanto lì vuole ; non ne risulterà mai un com-posto, che abbia attività, proporzione ,o bel-£ ^; lezza. One verranno delle masse grevi prived’azione, di simmetria, di venustà; o vera-ci mente una polvere dalle continove confrica-li zioniestremamente assottigliata. Ilmotodel-(() “ la materia è un’ operazione del tutto cieca, eà priva d’intendimento. Non è possibile,eh’eli’^ arrivi a formare giammai un corpo organizza-l r . to. Non è capace di produrre un arancio, nèÌ un cavolo. Vi vuol la mano onnipossente di Dio,li per distribuire sotto la scorza dell’arancio le di-l a , verse cellette, che in sè contengono un fugoip refrigerante, e accomodato al bisogno de’po-lì poli meridionali. La di lui sola roano ha potu-ti to rotondare, e agglomerare quelle fogliette,
- che compongono il garzuòlo del cavolo, e poi’ fasciarle ali’intorno d’altre foglie maggiori,!" per riparare il garzuolo dagl’ insulti! dell’ aria,per intenerirlo, e per renderlo un cibo giove-vole alla salute.
, Orse, per fare un arancio, non vi è volutoc £ di meno d’un atto particolare della volontà diJ " Dio, e se Iddio non si è sdegnato di produrre’unnuovo atto del suo volere, per far nascere un® cavolo, e dare ad entrambo un sugo nutritivo,e confacevole al temperamento delss'uorno, co-me si potrà credere, che l'aria , il fuoco , là5111 luce, e tutti j corpi, che s’ aggiran dintorno,9| ' non sieno stati prodotti a un per uno da altrdt-tanti atti della volontà del supremo Creatore ?I®’ E che la sua sola sapienza ha saputo idearsi lei,! ' prodigiose molle dell’ aria , e la sua sola poten-* P 2 za