Band 
Tomo sesto.
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Dialogo Secondo. 7?

stanze fi forma il sai neutro, ovvero il sai mi-sto, cioèi) sai marino, il falnitro, il vitriuolo,e gli altri sali comuni. Del resto (osta, chela Divina sapienza non abbia creato, se nonun acidosolo , il quale fi diversifichi secondo ladiversa natura delle sostanze da lei medesimapreparate per riceverlo, o sia, che eli’abbiafabbricate sin dal principio del mondo delle la-me d’acidi differenti, e degli astucci partico-lari, perservigiodiquesle lame) gli acidi, egli alcali continuano sin d’allora ad incorpo-rarsi gli uni negli altri in una maniera sempreuniforme, e regolare, e cosi pure a disciorsi ,per apprestarci, or separati, or uniti, un’ in-finità di servigi.

Dopo aver segregate a forzasti fuoco questedue sostanze, che compongono il corpo de' sa-li , fi mettono in opera, spartitqgpente, ora glialcali, ed ora gli accidi. Dagli acidi fisica- Gli advan dell’ acque forti, e pungenti, che arriva- di.no a stemperare gli stesti metalli : invenzione Oli alutilissima, della quale ci riserberemo a parla- ca l-re in altra congiuntura più opportuna.

Ma non minore è s utilità , che si ricava da-gli alcali. Vediamo in prima in che manieras’arri vi a conoscere la sostanza dell’ alcali. Al-lorché il fuoco, con intrudersi ne’ suoi meati,ne ha sbaratcate le parti acide , e trovasi impa-stoiato per entro a quelle cellette coll’ aria, selì getti so questa materia porosa un liquore pre-gno di sali acidi, le lame di questi salì entranoaddirittura ne’pori de’sali calcinati, ne scac-cian!’aria, ed il fuoco, e cagionano ne’pre-detti liquori un’ebullizione, od effervescenzanon ordinaria. Questo ribollimento fi chiama

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