Dialogo Se cg ndo. %
artificiale. Come mai fi fa a convertirlo Ihispecchio, da specchiatisi dentro ì
Trior. Si fodera da una parte con una fogliad’argento vivo, e di sfagno, c di tutti i raggiche vi percuotono, ritornano indietro con taleesattezza, che non fi vede altramente la fo-glia biancha, che li rimanda , ma i soli ogget-ti a rincontro, da cui questi raggi si son partiti.
Cosi lo specchio diviene un quadro superbo, emolto più eccellente di quanti ne han fatti iTiziani, i Raffaelli, ed i Rubens. L’immagi-ni quivi dipinte ad ora ad ora, si cangiano,ed il quadro è sempre vario, tuttoché latela sia sempre la stella. Se la brigata, chegli è a rimpetto, è composta di molta gen-te, rappresenta diversi gruppi di persone .
Se s'apre un balcone, che guardi in unaspaziosa campagna , lo specchio vi mostra unvasto paese. Se la persona, che lo rimira , sitrova sola, vi-vede il suo ritra to, ma un ritrat-to finito, un ritratto fedele, ed un ritratto ,che non inganna.
Cav. O vedete che belle metamorfosi arri-va a fare una malfa di sali, e di sabbia alteratidal fuoco !
Prim. E pur questo è nulla, rispetto a ciò,ch’io vi farò vedere in appresso. Di questa mas-sa alterata si forman de’vetri incavati, o con-vessi , i quali secondo che son piantati l’uncontro l’altro, allontanano, ed avvicinano contal simmetria i raggi della luce, che ne risul-tano degli effetti per noi vantaggiosi, o perlo men dilettevoli . Parte di questi aiu-tan le viste deboli: e parte bruciano in una Gli ac-certa distanza checché li pone loro dinanzi, duali.
Al-