Dialogo Secondo.
tei
suoi lavorìi. Tutto a principio mi pareadoz-žinâie , e spregevole . Ma l’invenzione di La rifâ-*quella ruotai su cui lo stovigliaio fa girare si nisami-destramente il suo vaso, è un de’più degni ar- ™ .y e ™Jzigdgoli, che mai sapesse idearsi Fumano in- ^gegntì; conciosfiachèappresta a trequarti del ] a .genere umano tutto il servigio della cucina,ed Un servigio nettissimo, fattissimo, e di po-chissima spesa v Mi dicea quel buon uomo nelmentre che formava il suo vaso, che di centopersone ve n’erano ottanta, che mangiavanoin piatti di terra ,
Q 3j Priori
1. La ruota, che lo stovigliaio fa girar con un Spiega* 1
pi è sul suo perno. zione
2. La testa del tornio, dove si pianta il vaso , della FA'
o stoviglia, che Io stovigliaio lavora. gara.
z. Il vaso , d stoviglia , che dallo stovigliaio'
Vien lavorata.
4. La stecca, pezzo di legno * che lo stovigliaiopresenta al vaso, mentre lavora, per appianarlo te lisciarlo.
. z. Il regolo, strumento di legno ò riieftallo, per-fettamente diritto , per fissareT altezza del vaso.
6 . La squadra , strumento , dèi quale lo stovi*gliaio fi serve per ridurre alla giusta simmetria ilmodello del suo vaso, o stoviglia.
7. U ferruzzo, di cui lo stovigliaio si serve percompire il suo vaso , e reciderne tutto il super-fluo, allorché è mezzo asciutto.
8. La scodella dell’acqua, per bagnate la cre-ta , allorché porta il bisogno.
p. Diverse pallottole di terra , preparata performare delle stoviglie,
io. Un pezzo di fil di ferro, o d’ Ottone , perdistaccar la stoviglia dalla testa del tornio ( do-ve lo stovigliaio 1’ aveva attaccata ) quando ilvaso è fornito.
La spugna appiccata alla estremità del regolo
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