Dialogo Terso.
ra molte scintille. Se finalmente, con tutto’i fuoco, che in Sé contiene, non è dotata diforza elettrica, la ragione lì è, perché il fuo-co lì trova impaniato frale partiterricce, cheassorbiscono in sé medesime lo strofinìo, inquella maniera appunto, che un batuffolo di la-na piantato dinanzi a un vetro , o applicato al-le corde d’uno strumento, assorbisce in fé stes-son titillamento, ed il suono.
V'ha molte felci, perfettamente rotonde, l-a seiod ovali, o di figura consimile, le quali sono crotonapparentemente formate per via di gomitoli da *conglomeraci, o di cialde applicate l’unasull’altra coll’ajuto d’un nocciolino, che serve lorodi base, od’anima a guisa degli anici, odel-le mandorle inzuccherate.
Ora vi spiegherò, come possa effettuarsi que-sta faccenda. Supponete, che 1* acqua, in pas-sando per qualche luogo, v’abbia deposto ungrumolecto di fango, di creta , o di pietra.
Nel ripassare più volte su questo grumoletto,riempie, à, con portarvi del limo» tutte lesinuosità, che vi trova, e renderà la superfi-cie di questo piccolo globo li scia, e appresso»poco regòlare. Se, nejj.passare diverse voltesopra’l medesimo glebò , viene,andargli unasottile incamiciatura di sabbia, queste reite-rate incamiciature orbiculari, coilo svapora-re dell’ acqua s* induriranno , e formerannouna piccola volta, la quale, pel successivo ap-plicamelo di nuove fasce, verrà a fortificar-si : e quanto più numerose saranno le gite-, edi nuovi depositi dell’acqua, tanto maggior-mente s’ ingrosserà il corpo cfi questa voJta.Puòdarsi il caso , che quel!’ anima , o noccioli*
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