«78 Le Miniere
loro industria un prodigio, che unicamente di* fapende dalla profonda sapienza di colui, che ha îelplasmato questo metallo. Da una o due opera- j'«zioni,ch’io vi dirò, potrete agevolmente eom- daprendere quanta sta l'eccellenza, equantaia ^fiessibilità dì questo metallo- ^
lì battiloro fa fondere tre onced'oro fino, e »!poi lo riduce in figura di verga. Quindi battea» ìdo sur un’incudine la detta verga, ne fa una Jigicialda/ottiie quanto una carta. Taglia succes- pisivaniente questa sfoglia in piccole strisce, eia- Iscuna delle quali può avere un pollice di super» geofide quadrata. Per poter battere , e astimi- magliar maggiormente queste striscinole, lemet- plkte tra un sfoglio e Palerò d’unlibricciuòloqua- lei]drato, ben chiuso, e ben coperto da tutte le iipibande di cartapecora. Posa questo libretto sur ragun masso di marmo, e quivi il percuotecon un mgrosso martello , sintantoché le piccole stri- iisciuoline siano arrivate a coprire tutta, oqua- »lì tutta la superficie quadrata de’fogli, ond’è sopscomposto il libretto. Torna successivamente ila tagliarle inquadro, e ne ripone ogni quarto gfe,per entro i fogli d’un altro libretto consimile, piiDopo averle così tagliate e ritagliate diverse 'topvolte in tanti quarti, e poi riposte di mano in Jjliaimano tra’fogli de’due primi libretti perdi- ,gliogrossarle , prende nuovamente a tagliarle Hin quadro, ed a ribatterle per entro i fogli Mdi due altri libri più larghi, a cui dà il nome, ch,(come pur anche agli antecedenti) di forme, òried i cui fogli non sono altramente di cartapeco- Mra, ma di budello dì manzo, d’una sottigliez-za, e d‘»n’arrendevolezza incredibile . Così l'mriduce a forza di colpi di martello una lametta m
d’oro,