tSo Le Miniere.
piccola verga, che non era più lunga di duepiedi, e mezzo, nè più grossa didueonce, enove linee, fi converte in un filo, lungo tre-cento settemila dugento piedi. Si può ancoratirar più sottile, e far si, che una verga di duepie di lunghezza, e di tre once, e quattro lineedi larghezza formi un filo, lungo un milionee novanta sei mila settecento quattro piedi, ilquale difieso per linea retta arriverebbe da Pa-rigi sino a Lione.
Mail più mirabile di questa operazione fi è,che quella mezz' oncia d’ oro , che s’era appli-cata alla superficie della vergasi’argento, neltrapassare per tutte quante le soprammentova-te trafile, si va di mano in mano attenuandoancor essa, e non per tanto non manca di fa-sciar tutta quanta la superficie dell'argento,come prima , senza lasciarne veruna parte 1scoperta. L’esteriore è tutt’oro; ed una mezz'oncia di questo metallo arriva per cotal mez-zo ad estendersi più di settantatrè leghe per lolungo,
Questo medesimo silo s ? appiana, successiva-mente a guisa d’un piccol truciolo , che chia-masi lama, con farlo trapassare fra due colon-nette quadrate d acciaio,ben lisce,e Combacian-tifi perfettamente l’una coll’altra, dov’egli ac-quista due facce ugualmente dorate , ciascunadelle quali forma una superficie di settantatrèleghe di lunghezza, e tutt’e due insieme di cen-to e quaranta sei. Or dico io ’ se l'uomo, quan-tunque fi valgad’istrumentibengroflòlani, ar-riva a tirare dall’operedi Dio un sì portentosocostrutto, qual farà mai reccellenzadell’arti-£cio, con cui queste opere fon tessute/.
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