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Tomo sesto.
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187
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Dialogo Quarto. 187

fcolorc del tutto simile ali oro ; e questo è il ra-me giallo, che chiamasi ancora rame alchimia- L otto»to, ma più propriamente oricalco, od ottone, ne,ora-Questa lega rende il metallo più crudo, e me-no agevole ad assottigliarsi, ma più accomoda? 0?to a formarne molte e molte manifatture, nfensoggetto ad arrugginirsi, ed atto a riprenderela sua primiera flessibilità, dove si prenda adintenerire colla mistura del piombo.

Cav. Dappoiché foro e largento han prin-cipiato a rendersi un popiù comuni per le nuo-ve scoperte delle miniere del foiosi nel Perù ;e dappoiché sè introdotta per tutto la fabbricadelle porcellane, e delle maioliche; il rame elo stagno fono andati, per quant io sento, qua-si affatto in disuso.

Prior. Ciò, che voi dite , ( per quello ri-guarda il condiano servigio della tavola ) è ve-rissimo , Vi son però mille incontri, dove f unoe Paltro comunemente sadopera, non tantoper ornamento, quanto per puro bisogno. Laprivazione di questi due mobili ci riuscirebbenon solo incomoda , ma ancora penosa.

Il rame , e f ottone sadoperano giorcal- Lusodelmente per ufo delle fontane, delle concole , rame, edelle mefcirole , depaiuoii, delle caldaie, e dell* or*de'calderoni, arnesi necessarissimi peri tinto- tone 'ri, e per centaltri mestieri. Sono amendue lgmateria, onde si formano tutte le masseriziedelle cucine, delle quali a gran stento si potreb-be far senza. Ma siccome f ambiente dell ariaè sempre pregno di nitro, il quale ad ora ad orasinsinua ( massime quando egli è stemperato,ed attenuato daUumido) dentro i meati deliottone e del rame (, ma spezialmente del rame,

chè