242 L’ Uso Dello SpettacoI®
tobastava^ perchéTuomo fosse'servito, eia'terra popolatale niente dhpiù.Loomoha da es-sere il lor fine, e l’uomo cederebbe d’effér servi-to , qualora le besliéavesser Tufo della ragione.
Óltre di ché, fede bestie fossero ragione-voli, tuttala natura sarebbe in disordine. Ilcorvo avrebbe in abbominazione le carogne,di cui si pasce . Il giovenco non vorrebbe por-tar il giogo, a cui si sottomette. Il cavallo sirecherebbe ad onta la briglia , cui sta sog-getto. Il cane non fi contenterebbe d’un toz-zo di pan di semola, dispensatogli con econo-mia ; ma andrebbe a caccia di selvagginaper nutricarsene , e non per darla a man-giare ad altrui.
Tutti gli animali in tal caso crederebbonod’aver un giusto diritto alla libertà. Laselaprivazione dell'intelletto li soggetta alla schia-vitù, - Tester eglino abilitati a saper fare alcu-ne cose particolari, senza innoltrarlì più là,ridonda sempre in nostro utile.
Sin qui lo spettacolo della natura m’ha inse-gnato a conoscere il mio creatore, e m’hamostrata la sua unità , la sua onnipotente ma-gnificenza, la sua dispotica indipendenza, ela sua infinita bontà. Comprendo, che Ta-moroso suo cuore ha sottoposto tutto il crea-to al mio dominio , e eh’egli ha data allebestie un’industria limitata , e in tutto intutto diversa dalla mia ragione , la qual s 1estolle sin sopra i Cicli , ed arriva lin ali’autor del mio essere.
"fide- trovo stul una difficoltà di lunga manodell’ Maggiore delle predette. I lumi , e le gra-ia» rie, che Iddio dispensa alTuomo con tanca libe-
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