Della Natura 145
ralità, fanno dentro il mio cuore un’impres-fione indicibile. Ma tutto quel bene, ch’e-gli m’ha fatto, vien sempre accompagnato dall'inquietudine, e dal desiderio. Per quante co*gnizioni possa avere acquistate, bramo sem-pre d’acquistarne di più / e provo continua-mente un rammarico interno, in vedere la miaragione racchiusa fra certi limiti. Sento den-tro me stesso , che , quand’anche arrivasti apossedere tutta la terra , senza dovere spartireil mio dominio con altri, vorrei, e potrei frui-re una felicità più perfetta . Conosco finalmen-te , che per essere appieno beato vi manca unde' capi principali, cioè la dotazione, e lastabilità . Colui , che mi ricolma di giojanel farmi vedere un baleno di verità, e che ri-sveglia nel mio spirito un’allegrezza sì vi-va nel presentarmi un bel fiore, e un frut-to prezioso , potrebbe indubitatamente ac-cordarmi un piacere infinitamente più gran-de, con rendermelo sempiterno . Compren-do, che Iddio lo può fare ; ed oso ancorasperarlo con gran fiducia. E’vero, che tuttigli uomini muojono: ma tutti però nutrisco-no in petto le medesime speranze , che re-gnano in me : nè la morte comune ha maipotuto impedire, che tutte le.nazioni non ab-biano aspirato a una futura felicità. Iddio notimette men simmetria nella tessitura de’ cor-pi, di quel che faccia nelle Esitanze spiritua-li. Gli uni e l’altre diri vago da una mede-sima sapienza, e da una stèssa bontà . Eglinon si prende trastullo d una povera sua crea-tura, nè aizza i suoi dilìi con islimoli lusin-ghieri , 0 con impressioni gagliarde d una feli-Q. 2 cità,