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Tomo sesto.
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L44 L’uso dello Spettacolocita i che poi non vuole accordarle . Tuttociò, che Iddio indirizza ad un fine, non puòfardi meno di non arrivarvi.

Iddio ha data l'agilità a’nostri piedi, perchépossiam camminare, - e noi ci ferviamo del lorministero per trasferirci da un luogo ali’ altro.Iddio ha data alle nostre dita la flessibilità, el'articolazione, perché possiamo pigliare ciò, checi piace, efazionarlo a nostro modo,- e noi ciserviamo di queste dita per afferrare, e per la-vorar checcheffia.Iddio risveglia in noi la fame,elasete; e nel medesimo tempo ci presentai!cibo , e la bevanda per appagare amenduequeste voglie. Egli non pone a caso una re-ciproca proporzione tra due soggetti: e inconseguenza, s’egli ha inserito di tutti i tem-pi, e in tutti i paesi nel cuor degli uomini undesiderio insuperabile, forte, e perseverante,d’esser più illuminati, e più felici, è forza di-re che questa sete di nuovi lumi , e questafame di nuove fortune ha da essere un gior-no saziata . Questo pensiero mi ricolma digiubilo; e lo spettacolo della natura , chem’ha oramai discoperti i primi fondamentidella religione , m’ invita a cercar tutti imezzi, che sono proporzionati a farmi ungiorno fruire l’eterna felicità,

Alla cognizione de'primi attribtui di Dio,da noi già ravvisati neU’aspetto dell' universo,resterebbe da aggiugnere quella della sua giu-stizia, e della sua provvidenza, Ma, per farciò , converrebbe passare dallo spettacolodella natura a quel della legge, e della gra-zia. Non omettiamo di grazia d’ osservarenel primo una coerenza particolare, ch’egii