Dei u Natura.
spalancarono le caterattede! Cielo, e che si rpp-s i8 • pero irecettacoli del grande abisîojchei’acque®î s’alzarono quindici cubiti sulle pendici dellepiù elevate montagne, e che cessato il diluvioapparve io Cielo l’arco baleno in segno di pa-tti cc, e di sicurezza per additarci, che lina sì*R fatta inondazione non sarebbe seguita maiîlî,i. più ; e che finalmente la vita dell’ uomo diven-li» ne molto più breve * eh’ella non era innanziiffii ài diluvio.
La tradizione di tutti i popoli della terra cil'ffi ha conservata la memoria di questo diluvio, ed’una sola famiglia , che fu preservata dal ge-à nerale naufragio, perché destinata a propaga-li!!., re il genere umano. La medesima tradizioneii:e eternata dagli scritti degli antichi poeti (a)!« ci mostra, come tuttala terra godeva una vol-:«fe taùna perpetua primavera, che gii uomini s’jbc abusarono della propria felicità, e furono tut-à ti quanti annegati ; e chela terra fu ripopola-rla» ta da una nuova generazione di abitatori, laMii cuivitafumolto più breve, e soggetta ad una; iB£ perpetua alternazione di stagioni. Non v’ haUBI nazione nel mondo , là qual non convenga es-.pjó sersi successivamente diminuita la statura del!”ijjjj; uomo, e a poco a poco deteriorata la sua com-pleffione. Questa generale persuasiva era anci-[ ( jii camente fondata sul fatto : e s’è perpetuata fi*ho a’dì nostri, tuttoché la vita degli uominiia ngi abbia preso da lungo tempo in qua una con 1*-stenza appresso a poco uniforme.
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(a) Vedi j’Iliade d’Omero, I’Eneide di Virg.1,1® e spezialmente la sua Georgica verso la fina deli. libro, ove dice:
fe Scilicet & tempus venìet, cum &c.