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Tomo sesto.
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a^4 LUso dello Spettacolo

serena, e non menava piogge, turbini,nègragnuole, tuoni. Equantunque tuttequeste meteore , rispetto allo stato presentedella natura, non fi possan chiamare inutili,contuttociò lantico mondo non provava le lo-ro funeste conseguenze, i loro spaventosifenomeni.

Attesa questa uniforme temperie dellariagli alberi si mantenevano sempre verdi; e sitrovavano ad un ora coperti di frutti, di fiori,di bocce, e di foglie . Prestavano ali uomodelle raccolte sempre nuove, e gliene prepara-vano nel tempo stesso delle future. V abbon-danza era continua , mentre non veniva inalcun tempo interrotta.

Laria temperata non potea fardi menodinon influire benignamente nella vita delluo-mo, e di non renderla assai più lunga. Unasola cosa trasfigurava la terra , ed era liniqui- desuoi abitanti. Trovandosi I' uomo inunabbondanza grande, non pensava ad al-tro, che.a darsi bel tempo, ed a sfoga re i suoisfrenati capricci. Tutta la natura col ricolmar-lo di beni, gli dava mille motivi, di ringrazia-re il suo supremo benefattore, e di coltivarlapietà. Ma gli porgeva nel tempo stesso occa-sione d'abusarsi di questi medesimi beni, e loponeva in istato di diventare più dissoluto, epiù iniquo. Il pensier della morte lontana,edi cui colpi non doveva provare, se non incapoa più secoli, non arrivava a disturbareisuoimalvagi disegni. Ella non gli veniva annun-ziata , dalle voci de tuoni, dalle percos-se defulmini, nèdaliintemperie delle stagio-ni, da verunaltra tribolazione salutare.

Cia-