a^4 L’Uso dello Spettacolo
serena, e non menava né piogge, nè turbini,nègragnuole, nè tuoni. Equantunque tuttequeste meteore , rispetto allo stato presentedella natura, non fi possan chiamare inutili,contuttociò l’antico mondo non provava le lo-ro funeste conseguenze, nè i loro spaventosifenomeni.
Attesa questa uniforme temperie dell’ariagli alberi si mantenevano sempre verdi; e sitrovavano ad un’ ora coperti di frutti, di fiori,di bocce, e di foglie . Prestavano ali’ uomodelle raccolte sempre nuove, e gliene prepara-vano nel tempo stesso delle future. V abbon-danza era continua , mentre non veniva inalcun tempo interrotta.
L’aria temperata non potea fardi menodinon influire benignamente nella vita dell’uo-mo, e di non renderla assai più lunga. Unasola cosa trasfigurava la terra ,• ed era l’iniqui-tà de’suoi abitanti. Trovandosi I' uomo inun’abbondanza sì grande, non pensava ad al-tro, che.a darsi bel tempo, ed a sfoga re i suoisfrenati capricci. Tutta la natura col ricolmar-lo di beni, gli dava mille motivi, di ringrazia-re il suo supremo benefattore, e di coltivarlapietà. Ma gli porgeva nel tempo stesso occa-sione d'abusarsi di questi medesimi beni, e loponeva in istato di diventare più dissoluto, epiù iniquo. Il pensier della morte lontana,edi cui colpi non doveva provare, se non incapoa più secoli, non arrivava a disturbareisuoimalvagi disegni. Ella non gli veniva annun-ziata , nè dalle voci de’ tuoni, nè dalle percos-se de’fulmini, nèdali’intemperie delle stagio-ni, nè da verun’altra tribolazione salutare.
Cia-