Band 
Tomo sesto.
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Della Natura. î6$

quivi entro racchiuse, a misura che le zolleterrestri ruotoiavanpabbasso, e si sommerge-vano, venivan lanciate in alto, e si sollevavanoversò il Cielo. Dal concorso dell’acque supe-riori , ed inferiori , nacque un diluvio uni-versale , e la tetra ne rimase tutta quanta alia-

la terra presenterà al Sole ciascun di que’ punti,che sono interposti tra k, eD, ed esponendo nel-la sua cotidiana evoluzione sopra se stessa unaserie di punti egualmente distanti dal? equatorealla faccia del Sole, parrà , che il Sole descrivaun cerchio parallelo al? equatore .

La terra finalmente, trovandosi situata sotto lalibbra, e non inclinando il suo asse , nè da unaparte , nè dal? altra , rispetto al Sole , riceveràdirettamente i suoi raggi sul suo equatore. Ilche formerà ? equinozio della primavera, ed ilrinnuovamento del? anno . La sola inclinazionedi quel? asse della terra al piano della sua orbi-ta ( purché si concepisca sempre simile, e sempreparallela a sè stessa ) è bastante a render ragionedella diversità delle stagioni. La disuguaglianzade’giorni dipende altresì dalla medesima inclina-zione del?asse terrestre , e dalla maniera , ondel’orizzonte di ciascun popolo sega il cerchio, cheil Sole par che descriva ogni giorno d’ intornoalla terra.

L’orizzonte è un cerchio massimo , che signifi-ca in lingua nostra terminatore , perciocché lasua periferia termina la nostra vista . Per eom-t"prendere la sua naturai, convien supporre, chenoi ci troviamo nel centro di questo cerchio , eche in tutto il piano di esso non vi sia verunoimpedimento, il qual ne tolga ? aspetto di cen-tottanta gradi, cioè a dire della metà del globoCeleste, e similmente ci asconda ? altra metà delGieio, o del?Emisfero inseriste. Se noi ci pian-tiamo