Band 
Tomo decimo.
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8 La Scienza Usuale

sesie, una mafia che ha il suo peso. Capiegli né più nè meno, che le divisioni poteannon essere perfettamente eguali, che la mate-ria della leva poteva essere inegualmente so-lida e massiccia da una divisione ali’ altra;che poteva nascere del ritardo, e fin del di-sordine nelU effetto * ora a cagione desii sfre-gamenti delia leva sul punto d‘appoggio odi sospensione , ora per le impressioni dell'aria che può asciuttare un lungo ramo ,senza alterare in esso la parte più nodosa;ora per altre cagioni , dalle quali ei senti-va di doversi difendere . Imparò â poco apoco ad ovviarle j o a corrèggerle * di Manie-ra che pienamente ottenesse l'a vantaggiosaproporzione, che, con una forza leggiera ,gli,sottomettesse una resistenza grande.

ss'doversi essere una soddisfazione non pic-ciola per il nostro primo Archimede, il poterdire a se stesso: Èssendo io padrone di divi-dere Una leva in due porzioni ineguali, lagrande delle quali sia versola piccola ciò cheè cento verso l’uno; sono altresì padrone disospendere unà lira al braccio grande della mialeva, ed il peso di cento lire al braccio pic-ciolo. Con ciò io li metto in livello $ si gui-do ad un prodotto eguale ; cento lire mol-tiplicate per un piede essendo il medesimototale che cento piedi moltiplicati per una li-ra . Con tal temperamento io son sicuro checento lire non la vinceranno sopra una , eche con due lire ne trasporterò dtìcento. Condieci lire ne contfabilanciertì mille : e se alcontrapcso di dieci lire sospeso al braccio piùlungo aggiungerò soltanto un’.oncia, o l’im-

pul-