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Le Macchine Tratt. XIV. zi
altra possanza, che preme e strigne queir uvecon tanto maggiore facilità , quanto più vi-cina esla massa de’grappoli si trova ali’ appic-catolo, e più lontana dalla possanza.
Se la leva opera e si move con una delle Vig.Xîhsue estremi tadi sopra un chiodo di legno ocavicchia di ferro che la ritengale se questasia affilata come un coltello tagliente ; un,pane, a qpalunque altra materia divisibileservendo di resistenza ad una tal leva, pro-veranno l’azione tanto più forte, quanto lapossanza opererà più lungi dall’ appoggio, oquanto quest’appoggio sarà più avvicinato alpunto dove la leva è ritenuta ed attaccata.
Tutti i punti di questa leva descrivono in tem-po eguale tanti differenti archi. Quanto più ilpunto si trova vicino ali’a ttacca tura , tantopiù 1’ arco è piccolo : ed al contrario il piùlontano descrive il maggior arco. Tutti que-sti punti, che descrivono i loro diversi archi intempo eguale, operano ancora nella propor*rione inversa delle potenze agli spazj percor-si •• in guisa che la possanza debb’ essere ac-cresciuta a misura, che l’arco percorso divie-ne picciolo, e cherichiedesi men di forza, amisura che 1’ agente descrive un maggior ar-co . Supposto che il punto del coltello taglien-te , che è guidato su la massa del pane, tro-visi cinque volte più vicino al punto d'appic-catone, che alla mano che Io abbassa; questamano descrivendo qn arco cinque volte piùgrande che il pùnto che taglia, se lo sfor-zo eh’ella fa, è del valore d’una pressione didieci lire, il punto tagliente adopera con unosforzo di 50.- e se la cassetta piena di sassi del