La levafermasa,da un ca-po.
30 La Scienza Usuai e
fero più corte; ed abbiam veduto , che la for-za delle braccia posteriori cresce a proporzio-ne eh’ elleno s’ accorciano , perché la forza.mo-vente che adopera fu 1’ anteriori è tanto pìùtgrande, quanto superan l’altre in lunghez-za .
Vi è una maniera utilissima di servirsi del-la leva, che pare affatto diversa dalle prece-denti, e dove nondimeno il medesimoprogresiso di forza si può sempre osservare. Consistein fermare il capo della leva con un appic-cagnolo che la trattenga, sicché non iscappi,ma che lascila abbassarsi, od alzarsi in tuttala sua lunghezza. Consideriamovi tre punti ;1°. il punto d’attacco , che ferma una testa ,od estremità della leva; 2a. il punto di resi-stenza lui quale fi abbassa la leva; 30. la for-za movente o la possanza, che s’applica ali’altro capo della leva. Tutta l’azione di que-sta leva cade sul punto di resistenza, ? quan-to piti questa resistenza è approssimata al pun-to d’attacco, tanto più si dà di estensione albraccio, che s’allunga dal punto di resisten-za sino alla forza movente: orala forza mo-vente, quantunque sempre la stessa, diventapiù attiva a misura che questa lunghezza cre-sce. In questo consiste la forza dei grandestrettojo, o spremitoio: è un valido albero otronco, ov ver più alberi combihati , e fer-mati invariabilmente da un capo, in alcunistanti. Questi alberi fon posati sopra una granmassa d’ uve , eh’ è molto vicina alla déttaestremità. Ma ali’altro capo, cheti' è moltolontano, si fa oprare od una cassetta caricadi molte pietre d’un peso immenso , od un’
altra