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Tomo decimo.
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tE; Macchine. Tratt.XIV. 59

:rsitt( fare a ciascuna un rivolgimento, nel tragit-ifig.iÉ, to d’un piede, li raccorci sei piedi nelle ma-,iiiii ni, o pugna Uretre , che la tirano. Egli èlàsci- lo stesso che se queste pugna avessero varca-ccaadj to Jo spazio di sei piedi, mentre la tina d’olione varca uno. Ora nelst.equilibrio la possan-rntìfl. za ed il peso devono essere in ragione inver-nin. s a desti spazj che la possanza percorreva se-sti-» conio la sua direzione, ed il peso contro lai,tB( sua. Dunque stazione della possanza motrice,sporan che percorre sei piedi, mentre la resistenza nevarca uno, non debb’essere, che la festa par-tì JJi te del, peso per fare equilibrio. Cosi essendoodici! st pcso di 600. lire, basta che Ja possanzamo-.fuiciD. trite faccia uno sforzo di cento lire; poichéptfoli cento con una sola carrucola mobile equivale3 duecento. Se la taglia a più pulleggie, dimjjgj, cui favelliamo , avesse quattro girelle , lan,deli corda che ne involge quattro dormenti o fif-l| e tu, st, e quattro mobili, scorrerebbe otto piedi,;om , mentre il peso ne travalica uno. Basterebbep ( y dunque eh’ella facesse uno sforzo eguale alst,M> ottava parte della resistenza , e stazione à’un muscolo o d’un peso di cento lire, ag-ire^ giutigendovene una o due, farà ascendere un]j rt peso di ottocento •• in guisa tale, che per averdici; ^ proporzione mutua della possanza colpe-itifflî (p j. bisogna raddoppiare il numero delle puteg-oni» 8'e, che fono nella cassa mobile, e vi ha laMe® steste proporzione tra la possanza ed il peso,pîi ohe trai’unità ed il doppio delle puleggiemobili.

cidi ^ tutto quello, che fin ora abbiam dettoàsti ^est' effetto della carrucola mobile, e desta*»fare’ c 4 pii