5^ La Scienza Usuale
Ja lamina, solo il peso d’una lira da vincere,e sol una forza d’una lira da opporvi. Se la re-ti tien za è di mille lire su la lamina, ei se ne sa-rà padrone, con impiegare una forza di diecilire sul manico. Solo venti ei ne sentirà sete’aun peso di due mille; e con sole trenta, (iri-derà eziandio di tre mille. Se bisognasse rad-doppiare lo sforzo, ed opporre alla resistenzauna forzasti sessanta lire , ei sarà capace di gui-dare al di sopra del piano o livello un carpentocarico de! peso di sei mille. Si rimette a questomodo la ruota, e quant’ altro manca : fattociò, si ripone in un angolo della cassetta l’istru-mento. Il carrettiere non ha punto faticato,nè sudato per estrarre dal profondo limo ilsuo carro, e proseguiste il viaggio liberamen-te.
Se vogliamo adesso esaminare la resistenzadel peso, e la forza dell'agente, dalla partedegli spazj percorsi, troveremo che la manodee fare cento volte più strada che la lamina,che solleva il carro affondato. Imperocché lalamina z alza uno de’suoi denti sopra un den-te del rocchetto 2. La strada deli* uno è la stes-sa che quella dell’altro. Ma un dente della ruo-ta ha fatto dieci volte più di strada o varcatouno spazio dieci volte più grande che un dentedel rocchetto 2, Oltre di che i denti della ruo-ta dentata non camminano , fuorché essendotraportati da altrettanti denti del rocchetto i :e se vi sono venti denti nella periferia dellaruota, il rocchetto x non li consumerà se noninserendovi cinque volte i suoi quattro denti.Nel tempo che la circonferenza farà un gira