Le Macchine Tratta XIV. 6 f
mota, donde ella mette capo o nel sacco delmugnaio , oin un vaglio che gira dietro il mo-lino , per ivi essere separata dalla più grossacrusca.
L’inventore di questa meccanica ingegnosanon è conosciuto: eli’è stata conservata conimitazione fedele per una lunga fila di secoli,sorse senza essere stata esattamente vista o com-presa. M. Belidor è il primo che n’abbiabeninstruito il pubblico. Per verificarne la reali-tà ,fece puntellare il palmento del mulino del-la Fere. Questo pezzo di legno perdendo conciò Usuo moto di vibrazione, la mola si trovòridotta al moto circolare senza elevazione , esenza caduta ; e !a farina venne si grossa, eh eraancor in massa insieme colla crusca j ed il gra-no non era più che squartato.
TAVOLA VII.
Fig. i. Il molino da vento con le sueali guernite. Disegnato da M. Leandre.
Fig. 2. Disegno del fondamento , e de!primo suolo, coll'ascesa e la coda del mo-lino .
Fig. 3. Disegno del secondo piano 0 suo-lo, che porta le mole , e la cassa del gra-no.
Fig. 4. Disegno del terzo suolo dove po-sa Passe delle ali col rocchetto 0 mulinel-lo X
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